Pifonio e Luccioletta

scritto da Pino Cuomo
Scritto Ieri • Pubblicato 14 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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Autore del testo Pino Cuomo
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La storia di Luccioletta, una lucciola che amava danzare e di un ragnetto di nome Pifonio, che soffriva d’insonnia…
- Nota dell'autore Pino Cuomo

Testo: Pifonio e Luccioletta
di Pino Cuomo

Nella foresta incantata, quando il sole salutava il giorno e cedeva il passo alla sera, il buio non portava mai il silenzio, ma uno spettacolo da restare senza fiato. La notte si accendeva di mille colori fluorescenti e sotto le fronde degli alberi risuonava la musica d'un sottofondo profondo e armonioso, intonato dal vento, dal frusciare delle foglie e dai grilli in festa.

In mezzo a tanta meraviglia, la regina della pista era Luccioletta. Trascorreva le sue notti a danzare sui fiori, girava su se stessa come una trottola scintillante, tuffandosi da un petalo all'altro e facendosi rimbalzare con gioia dalle corolle delle margherite e delle campanule. Ridere e ballare nell'aria frizzante della notte era la sua felicità più grande.

Poco distante da quella festa luminosa, in un angolo ombroso e disparte, c'era Pifonio.

Un piccolo ragnetto dagli occhi imponenti, due grandi sfere scure sempre aperte e spalancate sul mondo. Soffriva di una tremenda insonnia. Mentre tutti gli altri abitanti del bosco sognavano beati nei loro giacigli, lui restava sveglio a contare le stelle, lamentandosi piano perché proprio non riusciva a dormire. Il buio per lui era troppo lungo e i pensieri nella sua testolina facevano una gran confusione.

Una notte, mentre Luccioletta si esibiva in una piroetta particolarmente audace, spinse un salto troppo in alto, perse l'equilibrio a mezz'aria e pata track! Cadde dritta dritta nella rete di Pifonio, rimanendo appiccicata ai fili di seta.

Subito Pifonio, sveglio com'era, le fu addosso in un baleno. Mmmh... che bel pranzetto! Esclamò, avvicinandosi.

No! ti prego, implorò Luccioletta con la voce tremante dalla paura. Ti prego, non mangiarmi! Ti prometto che farò tutto quello che vorrai, sarò la tua serva, la tua guida... qualsiasi cosa, ma ti prego, lasciami vivere!»

Pifonio la fissò con i suoi due occhioni caldi e stanchi. Poi si grattò la testa con una zampetta e lasciò andare un lungo sospiro.

Non ho nessuna intenzione di mangiarti, piccola mia, disse con tono dolce e rassegnato. Non ho fame. Ho solo una grande, immensa stanchezza. La notte non passa mai, e stare qui da solo, nell'ombra, mi fa sentire smarrito.

Luccioletta smise di tremare. Invece di vedere un mostro a otto zampe, vide soltanto un'anima solitaria che chiedeva aiuto a modo suo.

Allora allunga una zampa e liberami, gli disse Luccioletta ed io manterrò la mia promessa, da questa stasera non sarai più solo.

Pifonio, con delicatezza, recise i fili di seta che la tenevano prigioniera. Luccioletta non volò via verso il cielo aperto, rimase invece là, sospesa a pochi centimetri dal suo musetto, facendo oscillare la sua piccola lanterna d'oro, calda e rassicurante.

Iniziò a danzare di nuovo, ma non più come una trottola impazzita. Si mosse con un ritmo lento e soffice, come un valzer piumato. A ogni piroetta sfiorava i petali delle campanule blu, che rispondevano con un tintinnio tenue, una ninna nanna intonata sottovoce dal vento. La sua luce tracciava nell'aria scie incandescenti di smeraldo e d'ambra, dipingendo sulla tela della notte disegni di sogni ancora mai raccontati.

Pifonio adagiò la testolina su un morbido cuscinetto di muschio fresco. Per la prima volta nella sua vita, la notte non gli sembrava più un deserto freddo e buio, ma una stanza accogliente, illuminata dal cuore di una nuova amica. Le palpebre del piccolo ragno cominciarono finalmente a farsi pesanti, cullate da quella danza fluttuante e dalla dolce armonia del bosco.

Grazie Luccioletta! mormorò Pifonio con un filo di voce, chiudendo pian piano gli occhi.

Sogni d'oro, piccolo amico mio, sussurrò lei, continuando a vegliare su di lui e a brillare lieve sul suo capo per fargli da guardia fino all'arrivo dell'alba.

E se una sera ti capiterà di passare da quel bosco e di scorgere un bagliore dorato che danza piano tra i rami, fermati un istante e fai silenzio, è Luccioletta che sta custodendo i sogni di Pifonio e insieme a quelli, senza che tu te ne accorga, sta scaldando anche il tuo cuore.

Pifonio e Luccioletta testo di Pino Cuomo
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